Ius Variandi

Ius Variandi2017-04-03T11:48:58+02:00

Cassazione Civile, 21 aprile 2026, n. 10460, Pres. Di Marzio, Rel. Dal Moro (ordinanza)

Cassazione Civile, 21 aprile 2026, n. 10460, Pres. Di Marzio, Rel. Dal Moro (ordinanza)

Conto corrente – art. 118 TUB – modifiche condizioni economiche – ius variandi – variazioni in peius e in melius sopravvenute – applicazione

“L’art. 118 del Testo unico bancario, nella formulazione introdotta dall’art. 10 del D.L. 4.7.2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla L. 4.8.06, n. 248, si applica ai contratti in corso all’entrata in vigore della novella, in elazione all’esercizio, da parte della banca, dello ius variandi successivo a tale data”.

“Le modificazioni in peius, cui si applica l’art. 118 del Testo unico bancario, sia nella formulazione originaria che in quella introdotta dall’art. 10 del D.L. 4.7.2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla L. 4.8.06, n. 248, con il correlato diritto di recesso, sono non soltanto quelle riferite al contenuto dell’originaria previsione contrattuale, ma anche quelle rapportate a sopravvenute modificazioni in melius del contenuto contrattuale introdotte dalla banca”.

Testo integrale

Corte di Appello di Napoli, 11 agosto 2025, n. 4066, Pres. D’Ambrosio, Rel. Minauro

Corte di Appello di Napoli, 11 agosto 2025,  n. 4066, Pres. D’Ambrosio, Rel. Minauro

Conto corrente – ius variandi – art. 118 TUB – usura originaria – applicazione art. 1815 c.c.

“Ritiene il Collegio che anche la variazione unilaterale che comporti il superamento dei tassi soglia debba essere ricondotta alla figura dell’usura c.d. “originaria”, con la conseguenza che la sanzione non potrà che essere quella del comma 2 dell’art.1815 c.c.

Laddove l’esercizio illegittimo dello ius variandi comporti, infatti, l’applicazione di condizioni economiche più gravose rispetto a quelle originariamente pattuite, senza alcuna possibilità per il cliente di opporsi, risulta comunque integrata la condotta di cui all’art. 644 cod. pen. del <<fa(rsi) dare >> interessi o altri vantaggi usurari.”

Testo integrale

Corte d’Appello di Torino, 29 aprile 2025, n. 381, Pres. Ratti, Rel. Conca

Corte d’Appello di Torino, 29 aprile 2025, n. 381, Pres. Ratti, Rel. Conca

Conto corrente – forma scritta contratto – art. 119 TUB – modifica unilaterale condizioni – ius variandi – art. 118 TUB – CDF

“La banca, pertanto, non può utilmente invocare tale dichiarazione per trasferire sul correntista l’onere di produrre un contratto che essa stessa non è in grado di esibire, nonostante la specifica richiesta ex 119 TUB formulata dalla società attrice.

Ne consegue che, in assenza del contratto originario, deve ritenersi fondata la domanda di nullità per difetto di forma scritta, (…)

(…)

la modifica unilaterale delle condizioni contrattuali è legittima solo se rispetta i requisiti di forma e contenuto previsti dalla normativa applicabile al momento della modifica. In particolare, ai sensi dell’art. 118 TUB, qualunque modifica unilaterale deve essere comunicata espressamente al cliente secondo modalità contenenti in modo evidenziato la formula “Proposta di modifica unilaterale del contratto”, con preavviso minimo di due mesi.

Nel caso di specie, l’atto del 7 novembre 2013 non può essere qualificato come valida pattuizione bilaterale della CDF, costituendo invece una mera comunicazione bilaterale che non vale in alcun modo a surrogare l’onere della prova – incombente sulla Banca – circa la ricezione da parte del cliente della specifica proposta di modifica unilaterale ricade sulla banca da far pervenire presso il domicilio fisico o virtuale del cliente medesimo, non essendo sufficiente la mera comunicazione unilaterale attraverso l’estratto conto.

Inoltre, la clausola risulta nulla per indeterminatezza dell’oggetto ex art. 1346 c.c., essa non indicando in alcun modo i parametri con cui calcolarla sulla media degli affidamenti, con specifica implicazione delle modalità di determinazione. Nel caso in esame, l’atto del 7 novemb1e 2013 non contiene una chiara determinazione della base di calcolo e delle modalità operative di applicazione della commissione.

Tale nullità deriva anche dal fatto che, come accertato nel precedente motivo di appello, il contratto originario di conto corrente è nullo per difetto di forma scritta. “

Testo integrale

Tribunale di Bari, 27 gennaio 2025, n. 223, Est. Marseglia

Tribunale di Bari, 27 gennaio 2025, n. 223, Est. Marseglia

Conto corrente – anatocismo – clausola di reciprocità – competenze girocontate – spese non pattuite – cms  – ius variandi

“Quanto alle clausole determinative della cms, va chiarito che esse sono nulle, per indeterminatezza dell’oggetto, ove prevedano la commissione di massimo scoperto indicandone semplicemente la misura percentuale, senza contenere alcun riferimento al valore sul quale tale percentuale deve essere calcolata (cfr fra le tante, Cass. civ. n 5359/2024).

(…)

Va chiarito, tuttavia, che l’indicazione in contratto di un tasso annuo effettivo dell’interesse creditore corrispondente a quello nominale (e cioè di un tasso annuo dell’interesse capitalizzato coincidente con quello capitalizzato) rende, per un verso, priva di contenuto la clausola anatocistica riferita agli interessi attivi – giacché sconfessa, nei fatti, che detti interessi siano soggetti a capitalizzazione – e non soddisfa, per altro verso, quanto imposto dall’art. 6 della Delibera CICR del 2000 sopra richiamata.

(…)

Alla luce di quanto detto, dunque, si condivide la rielaborazione operata dal CTU nella sua relazione integrativa dal 17.11.1999 (data di accensione del rapporto) al 26.01.2016 (ultimo e/c disponibile) escludendo ogni forma di capitalizzazione ed espungendo le competenze girocontate sul conto corrente dedotto in giudizio e provenienti da conti collegati non prodotti in giudizio. Tali girocontazioni, infatti, in quanto non documentate, non risultano in alcun modo provate.”

Testo integrale

Tribunale di Lanciano, 4 ottobre 2024, Est. Nappi

Tribunale di Lanciano, 4 ottobre 2024, Est. Nappi

Conto corrente – apertura di credito – conto aperto – accertamento negativo vs domanda ripetizione – cms – usura – ius variandi

“(…) il correntista, sin dal momento dell’annotazione in conto di una posta, avvedutosi dell’illegittimità dell’addebito in conto, ben può agire in giudizio per far dichiarare la nullità del titolo su cui quell’addebito si basa e, di conseguenza, per ottenere una rettifica in suo favore delle risultanze del conto stesso: e potrà farlo, se al conto accede un’apertura cli credito bancario, proprio allo scopo di recuperare una maggiore disponibilità di credito entro i limiti del fido concessagli (…)

Pertanto, deve “considerarsi nulla per indeterminatezza dell’oggetto la clausola che preveda la commissione di massimo scoperto indicandone semplicemente la misura percentuale, senza specificare le modalità cli calcolo e di quantificazione della stessa”, in particolare “senza alcun riferimento al valore sul quale dovesse essere calcolata tale percentuale”, “posto che, in tal caso, il correntista non è, invero, in grado di conoscere quando e come sorgerà l’obbligo di dover corrispondere la suddetta commissione alla banca” (…)

Inoltre, deve ritenersi che, ai fini dell’usura, rilevi come pattuizione anche la concreta e stabile (per più di un trimestre) applicazione di condizioni complessive usurarie integrante variazione in peitts irregolare ai sensi dell’art. 118 d.lgs. 385/1993.

Infatti, l’inefficacia delle modificazioni unilaterali peggiorative del contratto in violazione delle regole procedimentali dello ius va1iandi in peius non può risultare in un vantaggio per la banca che abbia concretamente applicato condizioni usurarie, senza averle nemmeno previamente pattuite con il cliente o introdotte con una regolare modificazione in peius.”

Testo integrale

Collegio di coordinamento ABF, 3 luglio 2023, n. 6781, Pres. Maugeri, Rel. D’Atri

Collegio di coordinamento ABF, 3 luglio 2023, n. 6781, Pres. Maugeri, Rel. D’Atri

Conto corrente – ius variandi – modifica ex art. 118 TUB – clausola “a zero” – illegittimità

“Ai fini della valutazione della legittimità della modifica unilaterale, per come declinata dall’art. 118 TUB, occorre tener conto del concreto assetto di interessi che le parti hanno voluto fissare nello specifico regolamento contrattuale. Pertanto, ove la valorizzazione a zero di un costo sia indicativa di un servizio non fornito dall’intermediario, la relativa modifica unilaterale ex art. 118 TUB equivale all’inserimento di una nuova clausola originariamente non prevista dal contratto. Quest’ultima, in quanto tale, è illegittima.”

Testo integrale

Tribunale di Pescara, 26 aprile 2023, n. 584

Tribunale di Pescara, 26 aprile 2023, n. 584

Conto corrente – ius variandi – prova affidamento – limite apertura di credito – fido di fatto

“Dunque, alla luce della disciplina così come si è evoluta, appare evidente che la validità della modifica unilaterale delle condizioni contrattuali era ed è subordinata al rispetto del contenuto minimo prescritto dalla legge, nonché all’uso della forma scritta ovvero di altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente.

Tanto vale a dire che la banca, a prescindere dalla forma di comunicazione che intende utilizzare, deve comunque fornire la prova della ricezione della comunicazione da parte del cliente; in altri termini, è onere della banca che intenda invocare l’avvenuta modifica delle condizioni contrattuali provare di avere svolto, secondo le modalità prescritte, l’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 118 TUB.

(…)

L’esistenza di una apertura di credito può quindi essere dimostrata non soltanto tramite il documento costitutivo, ma anche per il tramite di prove indirette quali estratti conto, riassunti scalari, report di centrale rischi, ecc. (…) Prove dell’apertura del credito ovverosia della concessione di fatto dell’affidamento possono infatti trarsi dalla stabilità, non occasionalità dell’esposizione a debito, dall’entità del saldo debitore, dall’assenza di tracce sensibili di un rientro del correntista, dal mancato avviso di azioni di recupero dell’esposizione debitoria, dall’utilizzo negli estratti conto e negli scalari di espressioni quali “scoperto nei limiti del fido”, “APC fiduciaria” o simili, nonché dall’applicazione di tassi debitori differenziati (ovvero lo stesso tasso applicato a diversi numeri debitori) che rivelano la distinzione operata dalla banca tra interessi passivi entro fido ed extra fido (…)”.

Testo integrale

Tribunale di Milano, 8 giugno 2022, Quesiti CTU

Tribunale di Milano, 8 giugno 2022, Quesiti CTU

Conto corrente – rideterminazione del saldo – usura – ius variandi – saldo rettificato

Il Tribunale di Milano ammette la CTU contabile su diversi conti correnti richiedendo in particolare l’applicazione del tasso sostitutivo bot, in difetto di valida pattuizione scritta, l’eliminazione della capitalizzazione degli interessi per tutto il periodo analizzato, la verifica dell’usura ad ogni esercizio dello ius variandi e la qualifica delle rimesse solutorie/ripristinatorie anche sulla base del saldo rettificato.

Vai alla sentenza

Tribunale di Trani, 28 Novembre 2019, n. 2253

Rapporto di conto corrente  – Difetto di forma – illegittimità interessi ultralegali, cms e ius variandi – Nullità polizze vita – Danni da illegittima segnalazione al CRIF – Ricalcolo saldo conto corrente

Testo integrale

Tribunale di Crotone, 24 Gennaio 2019

Opposizione a Decreto Ingiuntivo – CTU –  Conto corrente – Valutazione illegittimo esercizio dello ius variandi, l’illegittima applicazione di commissioni di massimo scoperto, di interessi passivi ultralegali, di interessi anatocistici – Swap – Valutazione violazione degli obblighi informativi imposti dalla legge a tutela degli operatori non qualificati, declaratoria di nullità – Onere produzione documentale

Testo integrale

Tribunale di Padova, 09 Aprile 2019

Prescrizione quinquennale – Infondatezza – Prescrizione decennale – Conto in attivo – Ripristino integrale della provvista – Inesistenza rimesse solutorie – Anatocismo – Mancata pattuizione e sottoscrizione della clausola di reciprocità degli interessi – Illegittimità Spese – Illegittima applicazione Usura – Formula matematico-finanziaria post 2009 – Irrilevanza Istruzioni di Banca d’Italia – Rilevanza della mera pattuizione – Conto corrente – Tasso superiore alla soglia usura per effetto dello ius variandi – Usura ab origine – Applicazione dell’art. 1815 secondo comma c.c. – Non debenza di tutte le somme pagate – Tramissione atti alla Procura della Repubblica

Testo integrale

Tribunale di Sondrio, 22 Giugno 2018

Contratti bancari – Conto corrente – Estratto conto – Mancata contestazione – Modifica unilaterale condizioni contrattuali – Comunicazione in calce all’estratto conto – Verifica superamento soglie usura – Onere della prova – Produzione decreti ministeriali trimestrali – Commissione massimo scoperto

Testo integrale

Tribunale Ascoli Piceno 29 settembre 2015

Contratto di conto corrente con apertura di credito, azione di ripetizione ed eccezione di prescrizione decennale

Contratto di conto corrente con apertura di credito – Rigetto dell’eccezione di prescrizione decennale – Mancanza di indicazione ad opera della Banca dei pagamenti con funzione solutoria – Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali ed altri oneri non concretamente pattuiti

Testo integrale

Tribunale Pescara 23 marzo 2006

Ius variandi e nullità del tasso di interesse del contratto di mutuo

Contratto di mutuo – Tasso di interesse ultralegale – Rinvio al tasso applicato di volta in volta alla “clientela primaria” dell’Istituto di Credito – Indeterminatezza / Indeterminabilità del Tasso – Sussistenza – Arbitrarietà ed insindacabilità delle modifiche in peius del costo del prestito – Recesso dal contratto da parte del mutuatario ex art. 118 D.lgs. n. 385/1993 – Nullità del tasso di interesse – Sostituzione con il tasso di interesse di cui all’art. 117 D. lgs. N. 385/1993

Contratto di mutuo bancario anteriore alla riforma dell’art. 120 d. lgs. n. 385/1993 – Pattuizione di interessi moratori ultralegali sull’intera rata di mutuo insoluta comprensiva di capitale e di interessi corrispettivi – Violazione dell’art. 1283 c.c. – Sussistenza – Fondamento – Natura speciale ed inderogabile dell’art. 1283 c.c. – Natura peculiare del debito per interessi rispetto alle comuni obbligazioni pecuniarie – Conseguenze della nullità – Produzione di interessi di mora sulla sola quota capitale della rata di mutuo scaduta

Testo integrale

Tribunale Chieti 22 ottobre 2013

Ricorso per ingiunzione e certificazione ex art. 50 TUB; commissione di massimo scoperto e ius variandi

Ricorso per decreto ingiuntivo – Certificazione ex art. 50 TUB – Ammissibilità

Commissione massimo scoperto quale corrispettivo per l’utilizzo da parte del debitore di importi superiori al credito a sua disposizione – Legittimità

Ius variandi – Modifica unilaterale delle condizioni previste nei contratti – Sottoscrizione della relativa clausola ex art. 117 c. 5 d.legisl. 385/93 e comunicazione delle variazioni ai sensi dell’art. 118 c. 1 d.legisl. 385/93 – Ammissibilità

Testo integrale

Tribunale Chieti 25 ottobre 2013

Certificazione ex art. 50 TUB, commissione di massimo scoperto e ius variandi

Ricorso per decreto ingiuntivo – Certificazione ex art. 50 TUB – Ammissibilità

Commissione massimo scoperto quale corrispettivo per l’utilizzo da parte del debitore di importi superiori al credito a sua disposizione – Legittimità

Ius variandi – Modifica unilaterale delle condizioni previste nei contratti – Sottoscrizione della relativa clausola ex art. 117 c. 5 d.legisl. 385/93 e comunicazione delle variazioni ai sensi dell’art. 118 c. 1 d.legisl. 385/93 – Ammissibilità

Testo integrale

Titolo

Torna in cima