Banche usuraie: risarcito il re delle pipe
Repubblica — 15 novembre 2009 pagina 6 sezione: PALERMO IL RE delle pipe ha vinto la sua guerra contro le banche. Riuscendo ad ottenere un pronunciamento che, in Italia, fa da apripista nella crociata intrapresa da molti imprenditori contro i tassi usurari applicati da molti istituti di credito. Come avrebbero fatto, nei confronti di Salvatore Amorelli, il Banco di Sicilia e l’ Irfis ora riconosciuti come soggetti usurai da parte del prefetto di Caltanissetta Vincenzo Petrucci che, accogliendo la denuncia dell’ imprenditore nisseno, lo ha ammesso ai benefici previsti dalla legge per chi denuncia fenomeni di usura.È la prima volta che questo accade avendo come controparte degli istituti di creditoe non singoli cravattari o organizzazioni criminali. «Sono davvero contento che il mio caso abbia fatto emergere alcuni meccanismi che in Sicilia fungono da grave fattore distorsivo dell’ economia legale», è il commento secco dell’ imprenditore noto in tutto il mondo per le sue pipe artistiche che ha avuto modo di regalare anche a Papa Giovanni Paolo II e l’ ex presidente americano Bill Clinton. Le difficoltà economiche di Amorelli cominciano dieci anni fa quando, per realizzare un’ azienda in provincia di Caltanissetta, richiede ed ottiene dal ministero del Tesoro un finanziamento di 2,7 miliardi delle vecchie lire da corrispondersi in tre tranche alla società richiedente, la “Caltanissetta s.c.p.a”, a quel tempo soggetto responsabile per il Patto territoriale di Caltanissetta. Avendo avuto approvato il progetto, Salvatore Amorelli accende diversi mutui e riceve la prima tranche del contributo finanziario. Ma nel 2007, la “Caltanissetta s.c.p.a” viene sciolta e le sue competenze passano al segretario generale del Comune di Caltanissetta. Cosa che improvvisamente blocca la seconda e la terza tranche del contributo. Le banche si scatenano: prima le sollecitazioni, poi le richieste di rientro immediato dei fidi concessi, le messe in mora, le azioni legali, i tassi che salgono vertiginosamente. Amorelli, nella primavera scorsa, decide di non piegarsi all’ atteggiamento delle banche che ritiene vessatorio e presenta un esposto al prefetto così come prevede la legge, denunciando Banco di Sicilia e Irfis per usura bancaria e altri reati connessi alla mancata erogazione di fondi pubblici già deliberati dallo Stato. E il prefetto Petrucci deve aver ritenuto fondate le sue osservazioni visto che, con decreto, ha deciso di ammettere l’ imprenditore a tutte le agevolazioni previste dalla legge 440 in favore delle vittime di usura.E così Amorelli si è visto sospendere le procedure esecutive già avviate contro di lui proprio da quegli istituti di credito che il prefetto ha ritenuto soggetti usurai. Procedure esecutive sospese per un anno, mentre per tre anni sono state prorogate tutte le scadenze degli adempimenti amministrativi connessi. Ovviamente soddisfatto il legale che ha assistito Amorelli nella sua battaglia, l’ avvocato Pietro Ivan Maravigna: «È una bella prima vittoria che ci aspettavamo, visto come almeno il superamento del tasso soglia previsto dalla legge sull’ usura fosse stato evidenziato da una consulenza specialistica effettuata sui conteggi del Banco di Sicilia, consulenza che ha evidenziato anche responsabilità di altre banche, fra cui l’ Irfis, ora al vaglio degli inquirenti». La vicenda ora approda anche all’ Assemblea regionale con un’ interrogazione urgente presentata dal deputato dell’ Mpa Giuseppe Arena che ha chiesto l’ invio di un commissario ad acta al Comune di Caltanissetta, ritenendolo in parte responsabile della vicenda per quel che riguarda l’ aspetto burocratico.
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